Paola Anese - VELE LIBERE

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PAOLA ANESE

Nata a Pordenone, autodidatta dipinge con continuità da quattordici anni ed ha frequentato corsi di perfezionamento con il maestro Mario Pauletto e di grafica con la maestra Susy Piazza.

PERSONALI
Asolo Golf Club 2003 (Pederobba Asolo - TV);
Alla Torre 2003 (Spilimbergo - PN);
Circolo “Il Colle” 2003 (San Daniele del Friuli - UD);
Caffè letterario 2004 (Pordenone);
Casa padre Maria Turoldo 2004 (Coderno di Sedegliano - UD);
Villa Varda 2004 (Brugnera - PN);
Al Barco 2005 (San Stino di Livenza - VE);
Osteria “Antico Burchiello” 2005 (Pordenone);
Sala Comunale di Azzano Decimo 2006 (Pordenone)
Ex chiesa di San Gregorio - Sacile (2008)

COLLETTIVE
Collettiva “Inchiostro” 2004 (ex Convento - Pordenone);
Biennale d’Arte “Villa conti Toppo – Wassermann” 2005 (Toppo di Travesio - PN);
Collettiva “Donne ch’avete intelletto d’amore” 2005 (villa Cattaneo S. Quirino - PN);
“Collettiva d’Arte” 2006 (Palazzo Montereale Mantica - PN);
Castello di Cassacco “Colori, sogni ed emozioni nel castello delle Bambole” 2006 - Udine;
Rapida Mente 2007 - Cesco Magnolato, Paola Anese, Luciano Paladini, Roberto Raschiotto, Davide Verziagi Villa De Brandis - San Giovanni al Natisone-UD
La Scuola di Atene e Vele Libere 2007 - Collettiva D'Arte – Villa Napoleon – Preganziol - TV
Artisti a Palazzo - Collettiva D'Arte 2007 – Palazzo Pognici – Frisanco - PN
Artisti a Palazzo - Collettiva D'Arte 2009 – Palazzo Pognici – Frisanco – PN
Al Cortino Portogruaro (VE) collativa 2013
Cà Muliner Azzano Decimo (PN) – Personale 2014
  
Segnalazione alla mostra internazionale d’arte di Maniago – PN 2004;
I° Concorso “Bibione Pineta” 2005 (4° premio).
III° premio alla mostra internazionale d’arte di Maniago – PN 2006;
Segnalazione al concorso/estempore internazionale di Coseano 2007;
I° premio al concorso AVIS di Pordenone 2009;
I° Premio sez. Figurativo al concorso internazionale di Coseano 2010.
I° premio concorso di Poffabro (PN) 2012
Segnalazione per la grafica al concorso internazionale di Cordignano 2012 (TV)
Segnalazione e pubblicazione al VI° Festival Internazionale De Les Artes del Libro Barcelona 2013
Fides Arte asta benefica per Childeren end Mother 2014
RECENSIONI

Gazzettino “Pagina della cultura” - del 12 febbraio 2003
CRITICHE

Giovanni Cozzarizza (consulente del Guggenheim Museum di Venezia);
Prof.ssa Manuela Zanier;
Prof.ssa Alessandra Santin;

        
PAOLA ANESE    …LA FINE DEL GIOCO
Rivedo, dopo qualche tempo, Paola Anese ed i suoi dipinti.
Ricordo bene l’impatto immediato suscitatomi dalla sua prima serie di opere: paesaggi urbani e naturali, delineati con ampie campiture di blu, nei quali l’essere umano, quasi sempre ritratto come sagoma scura, è pura parvenza; annullato dai crudi meccanismi urbani.Poi la pittrice ha rivolto l’attenzione alla figura umana, inaugurando un nuovo percorso in cui presentava una serie di personaggi femminili. Comparivano interni di stanze, pur se ridotti all’essenziale, nei quali la figura umana, contrariamente ai lavori precedenti, diventava protagonista. I colori più variati, sempre vivi, stesi con ampie pennellate, i volti gentili ma fortemente comunicativi. Un periodo di approfondimento e di studio ha portato, infine, agli esiti più recenti: l’attenzione si è incentrata su un mondo popolato da bambini. Fanciulli, simbolo di una giovinezza ormai passata.
Tra loro compaiono i volti di persone che fanno ancora parte della vita dell’artista. Su queste tele s’incontrano due mondi: quello degli affetti, che diventa metafora dello scorrere del tempo, e quello dell’arte, o meglio, del colore, strumento pittorico per eccellenza, che diventa il mezzo espressivo fondamentale di questa pittrice.
      
COLORE
La pittura di Paola Anese si colloca in modo appropriato nel panorama delle sperimentazioni cromatiche del nostro secolo. Le sue opere, infatti, non smettono mai di raccontare, ma lo fanno tenendo conto della valenza espressiva della materia pittorica.Per l’occasione, l’artista si è espressa sia armonizzando in ragionati accordi una serie di colori diversi tra loro, ma della stessa intensità luminosa; sia usando il bianco, il nero e le rispettive gradazioni intermedie. Nel primo caso, il racconto non procede tanto per contrasto di tinte, quanto attraverso una sequenza di accordi monocromatici. Ogni soggetto è delineato da ricercate variazioni tonali.
Nel secondo caso, invece, i contrasti di luce sono più evidenti, ma ugualmente studiati e ponderati, in modo tale che, tra un bianco ed un nero, mediano sempre i grigi intermedi.I colori non sono affatto reali, poiché lo scopo non è quello di fare un ritratto. Poca importanza viene data anche alla dimensione prospettica; per questo gli sfondi sono assenti. Non un particolare, solamente larghe campiture di colore.
Tanta volontà di eliminare i dati realistici, di ridurre al dato essenziale, indica che il vero scopo di queste opere è quello di veicolare stati d’animo.E sono chiari i valori emozionali trasmessi.
Colori improbabili, ma elaborati con impegno, frutto di numerosi tentativi, prima di giungere alla tonalità sentita come più adatta all’istante emozionale percepito.La pennellata è larga, costruisce le masse e, benché piatta, conferisce volume ai soggetti. Una pittura “per via di porre”, strato dopo strato, variata, a tratti, da raschiature. Il colore non è evanescente, è denso, concreto, ed ancora ogni elemento alla realtà.
E’ un tempo finito, ma pare ancora vivo nella memoria dell’artista.
     
TEMI
Queste tele raccontano episodi di gioventù. I volti dei ragazzi sono colti nell’attimo di una posa fotografica. Gli sguardi sono rivolti allo spettatore. Ogni immagine è una pagina del libro della memoria della pittrice perché è ripresa da fotografie scattate durante la sua infanzia. Scatti che ritraggono persone strettamente legate all’artista ed al suo vissuto.L’oggi di quelle foto è diventato il passato di queste tele. Per questo, chi osserva diventa partecipe del mondo personale dell’artista.Paola si è concentrata sui visi, li ha estrapolati dalla loro fisionomia reale per restituirli in forma pittorica. I volti sono privi di particolari, tanto che gli stessi incarnati sono tutto, tranne che epidermide. In questo senso il colore gioca il suo ruolo fondamentale.
Potremmo affermare, infatti, che la verità di questi quadri viene veicolata dalle particolari tonalità che si armonizzano in ciascun dipinto.I soggetti sono composti, gentili, velati da una sorta di malinconia.
Sono così attraenti, non per la loro somiglianza al vero, ma per la loro astrazione dal vero.
Eppure si respira ancora vita, nonostante l’apparente pacatezza che investe ogni quadro. L’allegria dei bambini non è irruenta, nè rumorosa, ma si percepisce nei toni dolci di un bel ricordo.
Ed è qui il senso di tutto. Il passato/infanzia lascia il posto al presente/maturità……finisce un gioco, ma, come dimostrano questi dipinti, non ha mai fine ciò che si affida all’espressione artistica.
     
Silvana Comelli
        

        OPERE

        
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